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Una filosofia per l'editoria
     

         Parlare di "filosofia", a proposito di una casa editrice, può sembrare eccessivo a quanti hanno presente il significato etimologicodella parola...
Ma per noi questo essere "amici del sapere", che poi si estrinseca nella ricerca della verità, è un profondo connotato spirituale e culturale, un'esigenza cresciuta con noi, e sviluppatasi durante la nostra esperienza di vita.  Come molte persone della nostra generazione, anche noi siamo cresciute a pane e ideali, quegli ideali che per tanti altri ragazzi nel mondo connotarono i decenni conclusivi del secolo scorso. Ideali che oggi, soprattutto in questi primi anni del nuovo millennio e soprattutto in Italia, sembrano essersi dissolti, schiacciati dall'affermazione di discutibili principi economici, di presunti valori religiosi e di razza.
Poco più di un secolo fa, Karl Marx iniziava la pubblicazione de Il Capitale che generò ideologie politiche e una diffusa critica del Capitalismo. Ad un secolo di distanza, secondo noi, quello a cui assistiamo è il trionfo di una realtà economica ben peggiore, il trionfo del Consumismo.

Nella maggior parte della gente è stato instillato un virus subdolo e in continuo sviluppo: acquistare ciò che non è necessario, il superfluo, la novità.
Come molti di voi avranno sperimentato: non si ripara più ciò che si rompe o si guasta, si preferisce gettarlo nei rifiuti e acquistarne uno nuovo; si tratti di utensili, elettrodomestici o quant'altro serva per la nostra vita quotidiana.
Tutto ciò genera conseguenze estreme e deleterie.
Oltre a rendere desueti i lavori artigianali (che bisogno c'è di portare l'auto dal meccanico, quando con un piccolo sforzo economico posso acquistarne una nuova? Perché far risuolare le scarpe se con una piccola spesa in più posso dotarmi di un nuovo paio? E così via...), e a rendere ingestibile il problema dei rifiuti sotto cui rischiamo di essere seppelliti, si è ridotta l'iniziativa produttiva dei singoli.

   

 

     
     

 

        Per quale motivo avviare un'attività, addossandosi rischi d'impresa ed oneri, quando entrando in uno dei tanti "carrozzoni" statali, regionali, provinciali o comunali, in una delle tante banche, società a partecipazione statale o in un'industria nazionale, ci si può limitare a timbrare un cartellino e a svolgere le proprie funzioni senza, o quasi, rischi?
Il ciclo "virtuoso" della produzione ha allestito una filiera che viaggia oramai a ritmi ultraumani e solo a poche, particolari aziende è dato modo seguirne le tempistiche.

     Così gli Italiani, in pochi decenni, hanno tirato i remi in barca, archiviando la loro operosità, la loro celebre fantasia e l'altrettanto famosa ingegnosità, per mettersi al servizio di.... Già, ma di chi siamo oggi noi tutti al servizio?
Noi vi sfidiamo a dare un nome e un volto alle Entità per le quali noi produciamo oggi profitto... E' per questo che, secondo noi, a ragion veduta non si può più parlare oggi di Capitalismo bensì di un ben peggiore fenomeno: il Consumismo.
A seguito del fenomeno delle "fusioni" e delle "acquisizioni" si sono create delle Entità multinazionali che tirano le fila di tutti i giochi in corso.
E purtroppo anche le case editrici rientrano in questo progetto.

     In questo modo se si vuole protestare, se si avverte la necessità di manifestare il proprio disaccordo, la propria diversità di vedute e di posizioni... Non si sa più a chi rivolgersi... o come si dice A che santo votarsi...Non esiste più il Padrone, l'industriale del tempo che fu, un essere comunque umano, con occhi e orecchie, con cui si poteva cercare di entrare in contatto, stabilire un rapporto, un dialogo. Oggi vi sono Entità che hanno per nome sigle o acronimi, che risiedono in non-luoghi, che si nutrono di sostanze rarefatte e respirano atmosfere prive di ossigeno. Possiamo immaginarle queste Entità come delle specie di Aliens, di cinematografica memoria, e lo sconforto in noi non può che crescere e moltiplicarsi. Anche perché ciò che muove queste Entità-non c'è mai nulla di nuovo sotto il sole!- il fine che determina le loro attività, resta comunque il profitto. E quindi la morale, la spiritualità e la crescita culturale non hanno ragion d'essere, visto che dal loro punto di vista non alimentano, anzi semmai il contrario, la crescita dei consumi e quindi consumo/produzione/profitto.


     

 

 

   
         
         
   

Editori Fuori dal Coro       

        Per prima cosa - forse - occorre definire cos'è il Coro... Secondo il dizionario Garzanti, è un complesso di persone che canta, parla o grida insieme. Secondo noi, nel nostro Bel Paese, il settore editoriale soffre, in modo ormai endemico, di una coralità di intenti e di progettualità.
Verso cosa, con quale fine?
Niente e nessuno, in estrema sintesi.

       Chi per decenni ha considerato i libri e la cultura alla stregua di un qualsiasi altro prodotto commerciale, e per questo si è sforzato di applicare alla lettura le stesse leggi di mercato che valgono per latte di pomidoro o di tonno (con tutto il rispetto per i suddetti!), non può assolutamente neppure capire il danno che il suo modo di agire ha generato.  

        Se consideriamo, ad esempio, che per consuetudine si fa iniziare la Storia con la scrittura e quindi con il desiderio di comunicare e tramandare gli avvenimenti dei quali l'essere umano è stato protagonista... Lo stato dell'arte dell'editoria italiana è ancora più grave.
Infatti i marchi editoriali che predominano - per potere economico - sono caratterizzati per la maggior parte da un'assoluta   mancanza   di   creatività  e  da  un'uniformità   di proposte genericamente dirette a mortificare l'inventiva e la creatività del singolo.
Ma certo è che fanno anche di peggio: sono davanti a tutti noi le orripilanti operazioni di marketing che coniugano fenomeni televisivi - già di per sé di dubbio gusto - al mondo dei libri. Sia ben chiaro: non ho nulla contro le showgilr, gli anchormen o i campioni sportivi, ma amo collocarli nel loro ambiente.

   

Il trapasso di tutto-ciò-che-fa-audience nelle pagine di un libro, oltre a danneggiare inutilmente ettari di foreste, disamora ancor più alla lettura tutti quegli strati della popolazione che per sbaglio - ogni qualche anno - cadono nei locali di una libreria in cerca d'altro... Cosa trovano? Ma è ovvio: ciò che la TV e molta parte dei quotidiani/rotocalchi hanno loro già servito da tempo.
L'effetto di tutto questo? Una noia mostruosa.

            Per non parlare poi degli scrittori che, se sono fortunati e fanno parte di in una scuderia editoriale sufficientemente potente (=di grande potere economico), diventano Il Campiello o Lo Strega... Ovvero vengono acquistati da lettori che ne ignorano la poetica e le intenzioni ma, che obbedendo al marketing pubblicitario, acquistano il Vincitore di...

             Insomma... alla fine della fiera...
                                          Il mondo editoriale italiani: una depressione totale!
             Totale? Ne siamo proprio sicuri?

           No. In effetti è ancora presto per gettare la spugna, qualcosa si sta facendo.
Qualcosa, diversi editori italiani, stanno cercando di fare prima di gettare ideali ed energie alle ortiche. Hanno iniziato a far rullare i loro tamburi che, come gli strumenti degli Aborigeni, aguzzando l'udito ognuno può percepire appena al di sopra del frastuono del marketing pubblicitario dei soliti-noti...
Ognuno di loro ha a cuore una tematica, un ambito espressivo ben preciso, per i quali lavora e si impegna. Sono ancora voci soliste ma nitide e cristalline.
Sono gli editori che si riconoscono sotto lo slogan: "Editori Fuori dal Coro", gruppi di persone che al primo posto collocano il loro amore per il libro e gli autori. Molti di questi si sono uniti nell'associazione Donne di Carta, della quale anche noi con la Gabi International facciamo parte da qualche settimana, e della quale non mancheremo di pubblicare le iniziative.  

 
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        Un altro problema, soprattutto italiano, è rappresentato dall'evoluzione della nostra scena politica. La sua storia, così com'è andata sviluppandosi negli ultimi decenni, è sotto gli occhi di tutti, superfluo qui farne un riassunto...
Basti un esempio per evidenziarne il disastro: di fronte al "caso Eluana Englaro" gli opposti schieramenti, di centro sinistra e di centro destra, che siedono nel nostro Parlamento al loro interno avevano posizioni dissimili, quando anche in assoluto contrasto. Più semplice sarebbe ammettere che oggi in Italia non vi sono più partiti corrispondenti alle classiche ideologie del secolo scorso. I Meriti di tutto ciò possono essere - a seconda dei punti di vista - ricondotti alla Storia della nostra Nazione, alla corruzione che portò alla caduta della cosiddetta Prima Repubblica, alle ingerenze dello Stato Vaticano, a...

Ma a noi, qui oggi non interessa dar vita a un'intellettuale e vana caccia alle streghe, le analisi e le ricerche storiche verranno poi, forse in futuro. Oggi ciò che interessa è agire. Noi che apparteniamo alla famosa generazione del '68 e dintorni non possiamo rassegnarci e consegnare la nostra esistenza agli storici che verranno.
Noi che abbiamo scritto sui muri delle nostre Università La Fantasia al potere, non possiamo gettare la spugna e rinchiuderci nel nostro privato, accontentandoci di ruminare ricordi.
Agli inizi del Novecento ci si chiedeva Che fare?, ciascuno oggi può valutare che l'azione seguita a quella domanda conteneva degli errori, dei tragici errori, e una violenza inaccettabile. Ma comunque qualcosa fu fatto.
Occorre adesso porsi ancora una volta la stessa domanda: Che fare?

Cercare di rispondere a questa domanda, o almeno provarci, è alla base della nostra filosofia, è ciò che oggi è anche alla base del nostro agire, del nostro voler essere soggetti e non oggetti.
Dare vita a un Progetto culturale, qual è il Nido della Fenice, dove chi ha idee e voglia di diffonderle sa di poter avere uno spazio, un uditorio, accoglienza, è stato per noi un primo passo.
A questo segue ora la nascita della casa editrice, perché noi crediamo che diffondere una libera comunicazione, al di là delle scelte commerciali che i gruppi editoriali italiani impongono, sia un ulteriore tassello che può contribuire a che quel famoso slogan - La Fantasia al potere - non giaccia dimenticato.

Lo dobbiamo per prima cosa a noi stessi e poi alle generazioni che verranno...


 

 

 

 

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