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      Renata Garutti
   

 

 

Amori e Sapori

La storia della protagonista – Isa Da Ponte – è la realizzazione di un sogno: come in una fatata favola non solo Isa riesce a dar corpo al proprio desiderio, e ad avviare in una villa sul mare un Bed and Breakfast dove gli ospiti hanno la possibilità di seguire esclusivi e divertenti corsi di cucina, ma riesce anche a trasmettere l’atmosfera di serenità e di amore per la vita che aleggia tra gli ambienti e il giardino della splendida villa. Queste stesse sensazioni si trasmettono anche al lettore di Amori e Sapori, che non può fare a meno di lasciarsi prendere dall’atmosfera idilliaca e romantica. Tra gli ospiti della “casa della serenità”, infatti, nascono amori e progetti di vita in comune…
Ma il libro non finisce qui…
L’autrice, Renata Garutti, oltre la scrittura coltiva infatti un’altra passione: l’arte culinaria. Ed è per questo che offre ai lettori del suo libro tutte le ricette (ben spiegate)
che vengono citate nel racconto e realizzate nei corsi di cucina tenuti da Isa Da Ponte.
Forse alla fine si vorrebbe avere solo una bacchetta magica… per trasformare l’immagine di copertina di “casa della serenità” in un luogo reale dove correre a passare una settimana d’incanto e distensione.
FPM

Amori e Sapori
di Renata Garutti – Gabi International Editore
pp. 184   -    € 12,00

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renata garutti  


Chi è Renata Garutti

Laureata in Lettere, con indirizzo archeologia preistorica.
Numerosi gli interessi e quindi gli hobby cui si è dedicata: la cucina, la musica, la lettura, il giardinaggio e attività creative come lo stile Biedermeier, la realizzazione di oggetti con la pasta e il finger labyrinth.
A 59 anni ha scoperto di voler fare la scrittrice e ha iniziato, quindi, a scrivere il suo primo romanzo. Al suo attivo, oggi, oltre ad Amori e sapori vi sono diverse opere, ancora inedite: un altro romanzo, una silloge di racconti e una di aforismi.
L’autrice vive nella campagna sabina con il suo cane Vega e tutta la sua famiglia che è molto unita. Ama curare il suo giardino dove ha costruito, con l’aiuto di alcune amiche, un bellissimo labirinto.

 

 

e-mail  

Per entrare in contatto con Renata Garutti
inviare un'e-mail a: remaluga@gmail.com

Per acquistare online il romanzo Amori e Sapori ==leggi=»

 

 

 

 

La Presentazione in Libreria Gabi

Mercoledì 17 giugno alle ore 18 e 30
nella sala conferenze della Libreria Gabi International di Roma
avrà luogo la presentazione del romanzo
Amori e sapori
interverranno, oltre l'autrice,
Alessandra Meloni e Alessandro Narducci

L'incipit  

«Sei stata proprio fortunata» disse Giuliana, guardando la villa che aveva di fronte a sé. «Se ben ricordo sognavi una casa così!»
«Sì», rispose Isa, «ti ho parlato spesso della casa dei miei nonni sul lago Maggiore. Ebbene questa la ricorda molto. Appena l’ho vista me ne sono innamorata e ho pregato il mio amico ingegnere di affrettare la trattativa per l'acquisto. Era  appartenuta a una vecchia signora, che l'amava molto e si vede dai particolari della casa e del giardino. Una volta scomparsa, gli eredi non hanno voluto tenerla. Per mia fortuna l’ho vista e quindi ho firmato il contratto.»
«Non mi sembra che ci siano tanti lavori da fare.»
«Infatti, cercherò di mantenere intatta la struttura. Apporterò solo qualche modifica, per adattarla alle mie esigenze.  Sai, da quando mi aggiro in queste stanze mi vengono mille idee. In un primo momento avevo pensato di godermela con la mia famiglia e  i miei amici, ma poi mi è venuto in mente di utilizzarla  come Bed&Breakfast. Si trova in una posizione invidiabile: vicina al Parco dell’Uccellina, all’Argentario, a pochi chilometri da Capalbio e agli altri borghi etrusco-medievali, ai resti di città etrusche e romane; praticamente mare, colline, natura, arte oltre ai prodotti gastronomici tipici della zona che sono squisiti: vini,  olio, salumi, formaggi.
 La zona la conosci anche tu. Ti ricordi che ci siamo stati quattro anni fa quando siete venuti a Roma? E’ stato in quel momento che ho deciso di scegliere questa zona. Ne ho parlato a Corrado, un mio carissimo amico, e ora eccomi qui.  La mia casa potrebbe diventare meta di turisti italiani e stranieri.»
«Ma scherzi?» esclamò la sua amica. «Vorresti far entrare degli estranei in questo paradiso?»
«E perché no? Mi piace dividere ciò che amo con gli altri.»
«Non la pensavi così anni fa.»
«Si cambia, mia cara. Tu mi hai conosciuto quando era una giovane timida e impacciata. Ne è passata di acqua sotto i ponti da allora!»
«E’ vero»,  ribatté Giuliana in tono riflessivo, «si tende a ricordare le persone come erano da giovani e a volte si fa fatica a capire che cambiano come noi. Sì, ora non sei più né timida né impacciata. Con il tuo lavoro sarebbe  un problema!»
«Appunto. E non ho finito di descriverti la mia idea: durante i mesi estivi, magari da metà giugno a metà settembre, terrò dei corsi di cucina sia per italiani che per stranieri. Hai visto che al primo piano ci sono disponibili tre stanze con bagno privato, quindi posso ospitare sei persone. Divido il balcone in tre parti e il gioco è fatto!»
«Ma sei veramente impazzita! Non vuoi proprio riposare. Non ti basta il lavoro che hai con i tuoi libri?»
«Mi dovresti conoscere bene ormai. Sono felicissima del successo dei miei libri, ma non sono proprio il tipo che si accontenta  solo di questo. Questa casa è arrivata al momento giusto! Mi mancava qualcosa. Ero insoddisfatta e non capivo perché. Mi sentivo anche una ingrata verso la Provvidenza. Avevo tutto: successo, denaro, amicizie, ma che cosa volevo d’altro? Ecco qui la risposta.»
«La verità è che sei romantica e questa casa e i tuoi progetti lo dimostrano! Inoltre, conoscendoti bene, penso che non cambieresti proprio idea.»
«Tu sai che adoro anche stare ferma a pensare in mezzo alla natura e qui trovo tutto questo. Poi non lavorerò sempre. Il Bed&Breakfast funzionerà solo in alcuni periodi, i corsi di cucina occuperanno solo una parte dell’estate, nel resto dell’anno posso dedicarmi ai miei libri, alla loro diffusione e a mille altre cose, come per esempio invitare i miei amici per un week-end all’insegna della natura e del mangiar bene!»
«Quest’ultima parte mi piace. Mario e io veniamo sempre volentieri da te,  allo stesso modo vorremmo averti più spesso da noi, ma questo si verifica raramente.»
«Ti ho appena descritto il mio programma di lavoro. Ma sta tranquilla verrò  da voi. Adoro Verona, la vostra casa mi mette allegria e i vostri amici sono simpatici.»
«La prendo come una promessa. E’ vero che ora sei presa dalla ristrutturazione, ma quando vuoi fare un break,  sai che da noi sei sempre la benvenuta!»
«Lo so e ti ringrazio . Oh, sta arrivando Corrado. Vieni che te lo presento» e si avviò verso l’ingegnere prendendo sotto braccio l’amica.
 «Ciao, Corrado. Come va? Oh, che bello, hai portato Graziella! Giuliana, ti presento l’ingegner Morici e sua figlia. Corrado ti presento la mia amica Giuliana Riccardi.»
Una graziosa adolescente si fece avanti timidamente e baciò Isa.
«Questa signorina è la mia mascotte. Quando viene tutta la  casa sembra più viva, come se gradisse la sua presenza.»
Graziella sorrise felice.
«Penso che ora tu abbia da fare e quindi è bene che riparta. Mario mi aspetta per cena e tu sai che, anche se in questo momento siamo a Roma, non vuole perdere l’abitudine di mangiare presto» disse Giuliana, salutando i due.
«Mi ha fatto molto piacere la tua visita e sono contenta che la casa ti sia piaciuta. Salutami Mario e vi aspetto appena tutto sarà a posto.»
«Spero di vederti prima di allora a Verona.»
«Farò il possibile.»
Isa accompagnò l’amica all’auto e quando tornò indietro Graziella era scomparsa in giardino. Corrado l’attendeva nell’atrio: dovevano parlare di alcune modifiche che Isa voleva apportare al pianterreno.
«Sei proprio convinta di voler aprire questo piccolo ambiente appena fuori della cucina?» chiese l’amico.
«Sì, mi serve un piccolo studiolo per ricevere gli ospiti. Mi piacerebbe che ricavassi una nicchia nel muro che va verso la cucina per ospitare un divanetto e un quadro di famiglia che ho a casa e che vorrei mettere in risalto.»
«Porterò domani un progettino. Se va bene procediamo subito. Ecco alcuni cataloghi di verande inglesi. Mi è sembrata molto interessante questa  verde, se ti piace, la ordiniamo.»
«Sì, mi piace molto. Dobbiamo pensare a come pavimentarla. Mi piacerebbe un lavoro a mosaico con dei blocchetti di granito di vario colore. Pensi  sia possibile?»
« Certo. Domani ti porterò anche alcuni schemi di disegni, così potrai scegliere.»
«Benissimo. Ma dove si è cacciata Graziella?. Sai che ho sempre pronti i suoi biscotti preferiti. Potremmo approfittare per prendere un  tè insieme.»
 «Mi sembra un’ottima idea. Vado a vedere dove si è nascosta.»
Rimasta sola Isa andò in cucina. Erano state la sua luminosità e la sua forma a farle  venire in mente i corsi di cucina estivi. Si immaginava  già con gli allievi, ognuno indaffarato in qualche intingolo o impasto, e lei che supervisionava e consigliava. In effetti cucinare era la sua grande passione e poter insegnare a qualcuno  i suoi segreti rappresentava per lei un piacere enorme. Aveva già pensato a come strutturare il corso: lezioni da domenica a venerdì solo la mattina per tre ore. Voleva trasmettere il più possibile delle sue conoscenze ai partecipanti, quindi ognuno di loro avrebbe preparato una cosa diversa. Lei avrebbe fatto stampare schede plastificate con le varie ricette raccolte in un libro ad anelli, così tutti avrebbero avuto il corso completo anche avendo eseguito solo una parte delle preparazioni. I temi delle lezioni sarebbero cambiati a seconda dei prodotti disponibili, ma alla fine veniva fuori un pasto completo.
Una lezione tipo poteva essere: preparare panini croccanti, un antipasto fresco (visto il periodo dell’anno in cui si teneva il corso), un sugo speciale per la pasta, un secondo, un contorno e un dolce. Durante la settimana ognuno avrebbe preparato una portata diversa così, alla fine del corso, le avrebbe provate tutte.
L’indomani Isa si soffermò in quella che, aveva deciso, sarebbe stata la sua stanza da letto. Aveva  molte idee, ma soprattutto avrebbe  voluto organizzare il suo balcone in modo da poterci meditare nei mesi estivi. Questo correva lungo tutto il lato orientale della casa ed era  protetto da un reticolato in legno lungo il quale presto si sarebbero arrampicati dei caprifogli. Nella zona opposta all’ingresso della stanza da letto voleva creare  un’area dedicata alla meditazione. Isa di solito, prima dell’alba faceva qualche respirazione e al sorgere del sole eseguiva l’esercizio yoga “Surya Namaskara” (Saluto al sole), poi si sedeva comoda e meditava per venti minuti. Quel balcone sarebbe stato ideale nei mesi caldi; in quelli freddi, invece, avrebbe usato un angolo del salone, dove si trovava una grande vetrata rivolta a est. Per lei era molto importante iniziare così la sua giornata. Era un modo per sentirsi in completa sintonia con la terra e trarre le energie necessarie. Riusciva a mantenere questa abitudine anche in giro per il mondo, quando si spostava per presentare i suoi libri.
 Corrado la trovò immersa nei suoi pensieri.
«Buongiorno, Isa. Sei proprio nel posto giusto. Domani dovrebbe venire il falegname per montare gli armadi del tuo guardaroba. Manca proprio poco alla fine dei lavori.»
«Sì», disse sorridendo Isa. «Sto già pensando al trasloco. Vorrei prima trasportare le cose dal mio appartamento e poi  acquistare le cose necessarie ad arredare gli altri ambienti. Sei stato gentile a farmi conoscere la proprietaria di quel negozio che ha tutto ciò che mi serve. Corrado, ti devo molto, se non fosse stato per te il mio sogno non si sarebbe realizzato!»
«Isa, ti conosco da anni e quando ho sentito che vendevano questa villa ho pensato subito a te.»
«Sei tanto caro. Sono affezionata alla tua famiglia e vi considero come parenti. Poi adoro Graziella.»
«Anche lei stravede per te. Marguerite  ridendo dice che dovrebbe essere gelosa di questo vostro affetto.»
«Meno male che la conosco e so che scherza.»
Isa aveva conosciuto Corrado e sua moglie Marguerite, quando era sposata. Essendo Stefano architetto collaborava spesso con Corrado: era nata una splendida amicizia che non era cessata dopo il suo divorzio. (Isa inoltre aveva mantenuto ottimi rapporti con l’ex-marito e con la nuova moglie.)
Aveva visto nascere sia Graziella che gli altri due figli più piccoli e quindi si sentiva  parte integrante della famiglia.

I giorni passarono in fretta e per Isa furono pieni di idee da realizzare, ma anche di ricordi. Questa casa le faceva bene al cuore. Rimaneva ore ferma in una stanza o in un angolo del giardino e tornava indietro nel tempo: rivedeva se stessa camminare sulla ghiaia del giardino della casa dei nonni, seduta sul prato che si trovava accanto al viale delle rose. Suo nonno aveva fatto costruire delle arcate in ferro dove si arrampicavano roselline rosa. Il vialetto portava a una balaustra in pietra da cui si poteva godere la vista del lago e del prato sottostante. Tutto il giardino della villa era circondato da un muretto alto un metro che, nei punti dove finivano i  vari vialetti, era decorato da balaustre in pietra.
Ricordava anche che la nonna non  le permetteva di oltrepassare il cancello che portava al lago. In tanti anni che aveva passato in quella casa  aveva fatto solo due bagni, e in compagnia di sua madre. Forse la  sua paura dell’acqua nasceva da lì. Era attratta dalla bellezza dei laghi, dei fiumi, ma non avrebbe mai osato entrarvi. L’acqua dolce decisamente non le piaceva, non le piaceva il fango che si intrufolava  tra le dita dei piedi quando li immergeva sulla riva. Sì questo era l’unico risvolto negativo di quei soggiorni.
Invece amava molto il mare  e, anche se non completamente sicura, vi si immergeva volentieri. Aveva avuto una brutta esperienza quando era adolescente: un giorno, mentre stava nuotando con sua sorella, avevano entrambe  provato a rimettere i piedi sul fondo sabbioso e, essendo il mare più alto in quel punto, non avevano sentito la terra sotto i piedi. La sorella aveva gridato, ma poi era riuscita a superare la paura e ora nuotava come un  pesce.  Lei invece, anche se al momento aveva reagito nuotando fino a dove si toccava, ora  non si sentiva più serena quando era in acqua. Decisamente  non era il suo elemento. Ma come la rilassava restare seduta sulla riva e guardare la grande massa d’acqua che cambiava colore a seconda dell’ora della giorno, con il suo movimento incessante!
Un angolo di questo giardino le ricordava il suo posto preferito a casa dei nonni e quindi lo aveva trasformato in un luogo per meditare con un gazebo in ferro e delle roselline rosa che con il tempo si sarebbero arrampicate su di esso. Sotto il gazebo aveva messo delle panche di legno, un tavolino e un tappeto in cocco. Aveva aggiunto una fontana in pietra, con una panchina dello stesso materiale:  il rumore dell’acqua che scorreva insieme a  quello del mare, che si intravedeva tra le siepi,   dava un senso di serenità e aiutava a pensare.
Nella casa dei nonni  era stata sola,  lontano dai genitori, ma  tanto coccolata. Ricordava i contadini vicini presso cui aveva visto come si faceva il burro, le amiche della nonna che la viziavano con  tanti dolci. Ricordava le passeggiate fino al paese la domenica mattina per la Messa o la sera, quando c’era qualche film nel cortile della chiesa.
Ricordava anche la casa delle bambole che le aveva costruito suo nonno: quanto ci giocava e quante storie creava!
Tutto era molto diverso dalla campagna vicino a casa sua, dove aveva passato altre estati con i suoi cugini.  Qui avevano dei coloni che coltivavano la terra, avevano bestiame e serbava la memoria delle feste legate al raccolto, come quella dello spannocchiamento del mais e la tradizione che diceva che chi trovava una pannocchia rossa sarebbe stato fortunato. Vedeva i grandi che ballavano il saltarello e i balli tradizionali, ora persi.
Il suo cuore però era rimasto sul lago, nella sala dove, seduta sulla cassapanca, ascoltava  la zia concertista che suonava sullo splendido pianoforte nero a tutta  coda. Le piaceva anche molto lo stile jazz di una delle altre zie.
Aveva voluto studiare pianoforte anche lei e ogni volta che faceva musica riviveva quell’atmosfera.
Naturalmente nel salone della villa ci sarebbe stato posto per il suo pianoforte a mezza coda.
Possedeva una collezione di dischi in vinile, cassette e CD con musiche di tutti i generi. Amava molto la musica e quando l'ascoltava si trovava in un altro mondo, fatto di sogni, di gioia, di malinconia, di tristezza, a seconda degli stati d’animo. Alcuni brani la facevano ritornare indietro nel tempo, all’epoca dei suoi sedici anni, quando, sentendo la Sinfonia n. 2 di Rachmaninoff pensava al suo flirt del momento: si rivedeva seduta in una comoda poltrona sognando ora questo ora quello. Il concerto per piano di Grieg invece le ricordava suo padre. Lui aveva amato  molto la musica classica  e  l’aveva iniziata al suo ascolto;  quando si arrivava ad alcune particolari arie, inoltre, era la voce di suo padre ad accompagnare le note della musica. Lei ora faceva la stessa cosa negli stessi momenti: era come riaverlo accanto.
Per non parlare delle canzoni degli anni ’60: ogni canzone era legata a un momento vissuto con la sua amica del cuore. Erano spesso una a casa dell’altra, soprattutto durante l’estate, e risentire alcune canzoni le faceva rivivere i momenti di spensieratezza dei sedici anni.
Spesso si sedeva sulla riva del mare a contemplare un tramonto, e ricordava la notte in cui con alcuni amici aveva atteso il sorgere del sole e poi si erano resi conto che il sole non sorgeva sul Tirreno, ma ci tramontava!!! Era stato comunque piacevole stare sulla spiaggia insieme e comunque l’alba c’era stata!
Più andava avanti nei lavori di ristrutturazione e più si rendeva conto che questa villa era ciò che aveva sempre desiderato. Alle tre stanze degli ospiti aveva dato il nome di fiori e piante: “Mimosa” in giallo, “Peonia” in rosa e “Bambù” in verde. Sulla porta aveva fatto mettere una targhetta ovale in smalto con il disegno del fiore a cui si riferiva la camera e una identica era attaccata alla chiave relativa.
Ormai scrittrice di successo di libri di cucina, era stanca del suo appartamento in città.  Aveva 58 anni, era soddisfatta del suo lavoro, ma le mancava qualcosa e ora aveva scoperto cosa.
Pur non essendo più sposata da tempo, aveva moltissimi amici che la venivano a trovare spesso. Per molti era la loro confidente, per altri la loro consulente culinaria, per altri una piacevole compagnia con cui passare qualche ora. La sua casa era sempre aperta a tutti e qui avrebbe potuto ospitarli più a lungo.
Finalmente il giorno dell’inaugurazione arrivò. Isa era emozionata.
Voleva vedere che effetto avrebbe fatto la casa dei suoi sogni ai suoi amici e parenti, che le volevano molto bene e che avevano vissuto con lei momenti di gioia e di dolore.
Corrado le aveva procurato una coppia, Mafalda e Agostino Fiorini,  che occupava l’appartamentino preparato al secondo piano.  Avevano accettato con gioia questa sistemazione, perché conoscevano la villa e, ora che i figli si erano sposati, erano soli. Il loro aiuto era stato prezioso sia nella sistemazione della casa che in questa gioiosa occasione.
Era quasi estate ed  era stato organizzato tutto all’aperto. Isa adorava le candele e quindi in giardino ce n’erano ovunque, insieme a fili luminosi a forma di stella.
Nella veranda era stato predisposto il buffet con ogni ben di Dio e molti tavolini erano stati dislocati in giardino.
«Figlia mia», disse la mamma avvicinandosi. «Ce l’avevi descritta, ma vederla è tutta un’altra cosa. Non so come fosse prima, ma ora è favolosa.»
«Hai ragione, mamma. E’ il mio sogno che si avvera!»
Isa adorava sua madre. Le era stata vicino in molte occasioni felici e tristi della sua vita. Anche se ora vivevano lontane, si sentivano tutti i giorni. Quando la madre era rimasta vedova tutti e tre i figli si erano stretti intorno a lei e avevano cercato di colmare il vuoto lasciato dal padre.
Dopo l’inaugurazione Isa aggiunse nel suo sito, già visitato da tutti i suoi ammiratori, la descrizione della sua nuova casa, dei corsi che avrebbe tenuto nei mesi estivi e dei luoghi interessanti che si trovavano nei dintorni. La Maremma aveva un suo fascino con le sue lunghe spiagge e con i suoi paesini arroccati su colline tufacee.  Ebbe il piacere di avere subito delle richieste.

I corsi di cucina iniziarono e Isa vide compensate tutte le amorevoli cure che aveva dedicato al suo progetto. I  suoi ospiti se ne accorgevano e gliene erano grati.
Aveva scelto un posto sotto la magnolia, di fronte all’ingresso della casa, dove nel pomeriggio si sedeva con un carrello che conteneva un frigorifero portatile e altre delizie. Questo per lei  era un momento in cui si rilassava e  in cui accoglieva l’ ospite che si fermava a prendere una bibita con lei.
Le piaceva molto osservare coloro che  venivano a seguire le lezioni: per lo più erano persone che avevano letto i suoi libri e che volevano conoscerla di persona. Il luogo e il corso rendevano particolarmente piacevole il soggiorno e lei scopriva che in questo contesto rivelavano più apertamente le loro emozioni.
Un giorno si fermò da lei una ragazza molto graziosa, che era venuta con un’amica. Inizialmente era stata molto timida, ma piano piano si era rilassata e si era aperta a lei. Era iniziata così, quasi per gioco, una consuetudine: dedicare una ricetta a ogni ospite. Nel caso della giovane Isa aveva pensato a una torta rustica soffice e piena di verdure di stagione che mostrava la sua tenerezza esteriore e la sua ricchezza interiore. La ragazza ne fu deliziata e lo disse agli altri che, pieni di curiosità e di entusiasmo, chiesero a loro volta la dedica di una ricetta.
Studiare le persone che venivano da lei, inoltre,  l’aiutava a capire meglio se stessa.
Attraverso alcuni di loro aveva rivissuto momenti della sua vita ed era stata contenta di poterli aiutare attraverso le sue esperienze.
Quando non aveva ospiti se ne stava nel suo studio al secondo piano. Era un ambiente molto grande con molte finestre a oblò. Era luminoso e soprattutto  conteneva tutto ciò che le era particolarmente caro.
Vi aveva messo tantissimi ricordi e  oggetti fatti da lei nei momenti di relax. I suoi libri preferiti erano qui e non in biblioteca. Lo considerava il suo rifugio ed era lì che elaborava le sue ricette e pensava alle cose da fare...

                     

 


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